Sport, tempo libero e divertimento

7 motivi per vedere The Walking Dead

7 motivi per vedere The Walking Dead

Pubblicato da in data 17 Set 2016 in Tempo libero

Ci sono cose che tutti conoscono anche senza averle mai viste o lette e The Walking Dead è una di queste. Tutti hanno sicuramente sentito parlare almeno una volta in questi ultimi sette anni della serie che in USA è trasmessa da AMC, tratta da uno dei fumetti culto degli ultimi anni e che nel giro di pochi anni è diventata anch’essa oggetto di studio e, appunto, di culto. Eppure vi sono ancora molti che non ne hanno mai visto una puntata, vuoi per pregiudizio, vuoi perchè non attirati dal genere.

E tutto questo è un peccato, perchè The Walking Dead è si una serie dove ci si trova a stretto contatto con i morti viventi o “zombie” che dir si voglia, ma ritenerla una serie sugli zombie è fortemente riduttivo, per non dire sbagliato.

La trama di The Walking Dead si può riassumere come la storia di un gruppo di sopravvissuti che prova a non morire per mano degli zombie, ma specialmente di altri essere umani, nel mondo post-apocalittico che si è creato dopo l’epidemia che ha reso dei morti viventi la stragrande maggioranza della popolazione a livello mondiale. I motivi per vedere questa serie sono moltissimi ed elencarli tutti risulta praticamente impossibile: qui di seguito eccone sette.

I personaggi

Una delle critiche che più spesso si sente fare riguardo a The Walking Dead è che essendo una serie ambientata in un mondo di morti viventi i personaggi saranno tratteggiati in modo superficiale, perchè bisognerà dare sempre spazio allo splatter. the-walking-dead2

Questa analisi è totalmente errata, perchè ogni personaggio nella serie, anche il più secondario dei secondari, risulta assolutamente verosimile, complesso e ben costruito. Tutti i personaggi che hanno popolato la serie hanno vissuto in modo diverso il doversi confrontare con un mondo come quello post-apocalittico della serie e sono cambiati con l’andare avanti degli episodi. Questo è un punto decisamente a favore di una serie nella quale l’analisi e l’introspezione psicologica di ogni singolo personaggio ha da sempre un ruolo fondamentale.

Daryl Dixon

Si, è vero: il protagonista principale è Rick Grimes, colui che con il tempo diviene il capo del gruppo di sopravvissuti di cui seguiamo le avventure. Tuttavia, detto che The Walking Dead è una serie assolutamente corale dove non vi è un protagonista e tanti comprimari, una menzione speciale va fatta per il personaggio di Daryl Dixon, colui che tutti vorrebbero avere vicino in un mondo post-apocalittico e che nel corso delle stagioni è stato protagonista di un cambiamento che lo ha reso uno dei personaggi più amati di tutta la serie.

La caratterizzazione dei cattivi

La spietatezza è una componente dell’animo umano e in The Walking Dead tutto ciò viene reso alla perfezione attraverso il modo in cui vengono tratteggiati gli antagonisti del gruppo guidato da Rick, antagonisti che sono sempre umani in carne ed ossa, perfettamente consapevoli delle proprie azioni. In The Walking Dead attraverso i personaggi negativi, ma a volte anche attraverso i protagonisti con cui ormai i fan hanno familiarizzato, si descrive perfettamente la cattiveria insita nell’animo umano e quello che ognuno di noi potrebbe essere in grado di fare se messo di fronte alla scelta tra vivere o morire o in condizione di poter dominare sugli altri.

Lo sviluppo del lato sentimentale della seri

Uno dei punti di forza della serie è la sua capacità di inserire storylines sentimentali in modo assolutamente naturale e non forzato. Questo è stato possibile grazie alla bravura degli sceneggiatori, i quali sono riusciti in questo modo a raccontare in modo verosimile come potrebbe essere avere una relazione e addirittura dei figli in un mondo post-apocalittico.

I confini dell’amore, le sue regole non scritte, tutto viene stravolto in un mondo come quello di The Walking Dead: vedere il come risulta molto interessante.

I luoghi dove si svolgono le vicende

Un plauso va fatto a chi cura la parte strettamente tecnica di questa serie, dove gli scenari in cui si svolge l’azione risultano fondamentali. Ebbene, in sei anni di messa in onda The Walking Dead ha avuto e continua ad avere uno dei suoi maggiori punti di forza nel forte fascino che le sue ambientazioni continuano a produrre.

La visione delle grandi metropoli americane abbandonate, della natura che si riprende quello che le è stato tolto con l’asfalto, rende questa serie ancora più cupa ed angosciante e per questo ancora più bella.

I momenti di tensione e i “cliffhangers”

In The Walking Dead a farla da padrona sono i momenti di tensione in cui si potrebbe davvero dover dire addio al proprio personaggio preferito e dove invece alla fine tutto finisce bene, almeno fino alla prossima puntata. Inoltre non si possono non citare i “cliffhangers”, vero e proprio marchio di fabbrica di una serie che praticamente in ogni finale di puntata lascia i propri fan con l’ansia di sapere cosa succederà all’inizio della puntata successiva.

Non si è di fronte ad una serie sugli zombie

Come detto all’inizio, pensare a The Walking Dead come ad una serie sugli zombie è qualcosa di profondamente sbagliato. Gli zombie si può dire che siano quasi di contorno: si è infatti di fronte ad una serie che ha come tema centrale quello di un gruppo di esseri umani che provano a non morire in un mondo allo sbando, dove vige la legge della giungla.