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Acquistare impianti antifurto online: consigli

Acquistare impianti antifurto online: consigli

Pubblicato da in data 30 Mag 2016 in Varie

Alla luce dei quotidiani atti criminosi appare quasi vincolante munirsi di idonei strumenti per difendere se stessi, i propri affetti ed interessi particolari. Con la stessa ovvietà è realmente difficile congegnare un sistema che possa difenderci a 360 gradi. Questa guida si rivolge a tutti coloro che intendo munirsi di un efficiente impianto antifurto, con acquisto online, e non sanno come districarsi nella scelta.

Perché acquistare un impianto antifurto online

Prima di procedere bisogna rispondere a due domande di fondamentale importanza: Perché acquistare un antifurto online? Quali sono i reali vantaggi? Anche se apparentemente intuitive è opportuno effettuare delle idonee riflessioni. Il primo motivo che spinge, un po tutti, ad acquistare on line è la riduzione dei costi, tuttavia quando si parla di antifurto si aggiungono altri motivi che attengono, sostanzialmente, alla sicurezza. Difatti assemblare un antifurto ″fai da te″ significa non rendere noto a nessuno il funzionamento e il posizionamento dei sensori, ossia nessuno (venditori, tecnici, consulenti,….) sarà a conoscenza dei punti di vulnerabilità del circuito. Altro vantaggio attiene alla possibilità di scegliere, tra più soluzioni, quella maggiormente indicata per le proprie esigenze e quindi disegnare, a basto costo, un potente network di difesa dei locali privati. Appare chiaro che acquistare un antifurto on-line, oltre ad abbattere le spese di messa in opera, contribuisce ad aumentare in modo decisivo la sicurezza.

″Tra il dire al fare c’è di mezzo il mare″. Chi di noi non conosce questo proverbio? Eppure acquistare un antifurto on-line è realmente facile, se si rispettano alcune regole di base. Quindi l’accortezza da seguire è essere prudente e coscienzioso nella valutazione della soluzione ideale. Forniremo una serie di consigli che permetteranno, perfino ai meno avvezzi alla tecnologia, di ideare un gioiello per la sicurezza delle mura domestiche.

Valutare le dimensioni degli ambienti

La prima valutazione da effettuare attiene alle dimensioni degli spazi da difendere. Un errore molto ricorrente, che vanifica l’efficacia dell’antifurto, è la scelta di soluzioni non idonee alle dimensioni degli ambienti, ovvero i sensori installati non riescono a coprire distanze e spazi. Tale considerazione è ancor più vera per gli antifurto wireless. Quindi è consigliabile comporre graficamente uno schema (piantina) di tutti gli ambienti da difendere, prestando molta attenzione alle proporzioni.

Valutare le criticità del sistema e i possibili punti di accesso

antifurto-casaPer comprendere al meglio questo paragrafo dovrete cercare di dare una risposta ad una domanda molto semplice ″se io fossi un ladro come entrerei in questa abitazione?″. Rispondere a tale quesito non è un gioco bensì un processo critico che metterà a nudo, con un po di ingegno, i punti critici e le vulnerabilità che rendono facile l’accesso, soprattutto per professionisti del crimine, nei locali che intendete proteggere. Anche in questo caso, come già fatto per le considerazioni precedenti, non dovete operare a memoria, o ancor peggio a naso, bensì dovrete riportare nello schema (piantina) tutte le considerazioni a cui perverrete durante l’analisi.

Sicuramente, e sembra ovvio, si metteranno in evidenza vulnerabilità come finestre e porte di ingresso (principali e secondarie). Se ci si limita a queste semplici osservazioni tanto vale non montare un antifurto in quanto le vulnerabilità sono realmente tante e poco visibili. Quindi non escludete dal novero delle vulnerabilità, ad esempio, i lucernari solo perché sono in alto. I ladri si arrampicano e sono realmente pratici ed allenati quindi non va escluso nulla. Per lo stesso motivo non vanno esclusi i piani rialzati o quelle piccole aperture che all’apparenza sembrano non idonee per far passare qualcuno per poi rendersi conto che si è stati derubati da un peso piuma. Per tanto, con occhio critico dovrete passare al vaglio tutte le carenze di sicurezza e appuntarle sullo stesso schema. Dopo aver valutato le distanze (ossia gli spazzi) e i punti di vulnerabilità avrete piena consapevolezza di cosa vi occorre per mettere in sicurezza la vostra proprietà.

La scelta dei sensori per il controllo degli accessi: il vero ″Tallone di Achille″

Ultimato il processo di valutazione degli ambienti da proteggere e semplicemente osservando la piantina che siamo andati a comporre passo dopo passo potrebbe sembrare di aver ultimato il tutto. Purtroppo non è affatto così in quanto siamo appena agli inizi. Difatti, siamo pervenuti alla fase che è considerata il vero ″Tallone di Achille″ di un allarme casa, ovvero la determinazione e scelta dei sensori da destinare alla protezione dell’abitazione. A questo stato dell’arte il nostro compitò sarà quello di determinare il miglior stratagemma per difendere accessi e spazi interni. Appare quindi opportuno fornire un po di spunti ed idee, soprattutto, per i meno pratici.

Sensori controllo infissi, porte e serrande

La soluzione più indicata per il controllo delle chiusure degli accessi è fornita dai contatti magnetici (per porte, finestre e serrande). Le modalità di funzionamento di tali dispositivi si fondano su due soli componenti: il reed ed il magnete. Il Reed è composto da due o più sottili anime di conduttori custodite all’interno di un involucro (vetro o porcellana) saturo di gas inerte come azoto o argon (i più adoperati). Il reed è collegato alla centralina allarme e fino a quando magnete e reed restano in contatto, il circuito permane in uno stato neutro e non si generano allarmi. A fronte di una forzatura dell’accesso, ossia un apertura delle ante senza disinserimento dell’allarme, il reed trasmette il segnale di effrazione alla centralina che fa scattare l’allarme.

In commercio esistono diverse tipologie di contatti magnetici come: contatti interni (a scomparsa), contatti esterni (a vista), contatti per serrante e porte basculanti. I contatti esterni sono meno belli come design tuttavia i più facili da istallare e da manutenere. Il reed , come ben compreso, deve essere collegato alla centralina. Tale collegamento può essere garantito con il ricorso ai classici fili oppure a tecnologia wireless (dedicheremo un paragrafo agli antifurto casa senza fili).

Controllo ambientale interno con sensori di movimento, termici e volumetrici

I sensori di movimento (interni) sono adoperati per rilevare il passaggio di persone negli ambienti in cui vengono installati. Alcune soluzioni tecnologiche sono ideate per il controllo degli accessi e degli spazi interni formando vere e proprie barriere invisibili davanti ai passaggi o accessi. I sensori di movimento, dopo molti miglioramenti nel corso degli anni, riescono ad identificare una persona con discreta affidabilità. I sensori rilevano la presenza di intrusi con diverse modalità: massa corporea, calore o movimento. I rilevatori possono essere assemblati con un singolo sensore o con più circuiti integrati. I più sofisticati, che sono anche i più costosi, integrano più tecnologie come: infrarosso, DMT e microonda.

In pratica, questi rilevatori sfruttano simultaneamente tre tecnologie per individuare variazioni di: calore, massa corporea e movimento. Per coloro che posseggono animali domestici non ci sono problemi in quanto alcuni sensori sono dotati di circuiti pet-friendly, che opportunamente tarati sulle dimensioni dell’amico a 4 zampe, non generano falsi allarmi. La disposizione di questi sensori deve essere opportunamente valutata. La migliore soluzione è quella di creare barriere ad ogni corridoio o porta interna all’abitazione in modo da inibire la libertà di movimento. Anche questi sensori possono basarsi su trasmissione dati via cavo o via etere (wireless).

Da non sottovalutare gli esterni: barriere filari perimetrali

Questa soluzione è particolarmente indicata per chi vive in villa o in zone residenziali indipendenti. Costituisce inoltre un’ottima soluzione di allarme nelle ore notturne quando si è in casa, insomma una vera sentinella che non si addormenta mai, che segnalerà tempestivamente eventuali intrusioni nell’area esterna all’abitazione. Le principali tecnologie adoperate sono: microonde, infrarosso attivo, infrarosso passivo e triplice sensore (già descritto in precedenza).

La conformazione del terreno è il primo elemento da valutare per una protezione perimetrale. In generale un terreno livellato si presta all’istallazione di una barriera ad infrarossi attivi oppure a triplice sensore, mentre un terreno con lievi dislivelli potrà essere difeso con una protezione a microonde. Le barriere da esterno sono solitamente utilizzate per generare un pre-allarme. Molte soluzioni proposte sul mercato associano alle barriere perimetrali avvisatori acustici interni (se ad esempio si dorme in casa) oppure all’attivazione di telecamere per la ripresa degli intrusi ed in alcuni casi fari molto potenti come dissuasori.

La centralina: il cuore dell’impianto

La centralina è il cuore dell’allarme e deve possedere la capacità di gestire tutti i sensori del network. Pertanto la centralina deve essere dotata di un sufficiente numero di canali (8 sensori 8 canali più spare per altri collegamenti). La centralina va posizionata in un luogo lontano dai punti di accesso e in una posizione centrale dell’abitazione in modo da abbracciare tutti i sensori. Quest’ultima considerazione è ancor più importante per i dispositivi wireless. Inoltre la centralina va tenuta nascosta e non in bella vista per evitare sabotaggi e manomissioni. Inoltre è consigliabile munirsi di centraline predisposte all’invio di chiamate telefoniche.

Tecnologia wireless o tecnologia a fili. Il grande dilemma

La tecnologia wireless è decisivamente la più adoperata per svariati motivi. L’assenza di fili e legacci rende molto semplice il montaggio dei sensori ed inoltre impedisce accumulo, antiestetico, di cavi e derivatori. Tuttavia va segnalato che i dispositivi wireless possono essere disturbati con apparecchiature trasmittenti comunemente commercializzate. In pratica questi dispositivi trasmettono un segnale che satura la banda di lavoro dell’antifurto inibendo la trasmissione degli allarmi. Alcuni dispositivi sono provvisti di circuiti anti disturbo e modalità di funzionamento a multi-banda. Tuttavia è consigliabile ricorrere ad un sistema ibrido, anche con duplicazione di sistema. In pratica le inefficienze di un sistema possono essere sopperite dall’altro antifurto.

Accessori

Infine gli accessori di un impianto antifurto giocano un ruolo importante. Un classico è costituito dalla sirena che oltre ad allertare il vicinato è ideale anche come dissuasore. Sempre con l’intento di dissuadere i malintenzionati potete istallare false telecamere eterne, led lampeggianti.