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Conoscere gli antichi strumenti meteorologici

Conoscere gli antichi strumenti meteorologici

Pubblicato da in data 13 Feb 2016 in Varie

Le previsioni del tempo nell’antichità

L’uomo, sin dalle origini, si è preoccupato di conoscere e comprendere il tempo atmosferico, dapprima per programmare gli spostamenti delle tribù nomadi, poi per organizzare semine e raccolti, successivamente per motivi puramente scientifici. Ai giorni nostri le previsioni del tempo hanno una serie di importanti applicazioni che vanno dal commercio, sia via aria che via mare, all’organizzazione del tempo libero, dalla programmazione dei viaggi alla sicurezza degli stessi e molto altro ancora.

La previsione meteo, oggi, è fondamentale e dispone di una serie di strumenti di massima precisione ed accuratezza che derivano, spesso, da invenzioni e strumenti antichi, che dal Medioevo sono giunti fino ai tempi moderni grazie ad un continuo miglioramento nelle strutture e nel funzionamento.

Se lo studio del clima, dell’alternarsi delle stagioni e delle possibilità di periodi freddi e di pioggia era già attivo ai tempi dei Romani, va specificato che le prime vere osservazioni scientifiche risalgono alla prima metà del Quattrocento, grazie all’invenzione di alcuni rudimentali strumenti.

Sono stati inventati in questi periodi il primo igrometro per la misura dell’umidità dell’aria (ad opera di Nicola Cusano) e il primo anemometro per la determinazione della direzione ed intensità del vento (inventato da Leon Battista Alberti) mentre risalgono a periodi leggermente successivi il termometro e il barometro.

Il 1600 e il 1700 e l’evoluzione degli strumenti meteo

Anche se il predecessore dei moderni termometri per la misura delle temperature dell’aria nasce nel 1597 con Galileo, si può affermare che la nascita delle previsioni del tempo come metodo scientifico avviene nel 1600, con una serie di invenzioni e studi a cura dei maggiori scienziati dell’epoca.

Più che la nascita del termometro ad opera di Galileo, infatti, sono le successive misure sistematiche sulle temperature a fornire una serie di indicazioni fondamentali sulle variazioni climatiche e quindi sulle possibili previsioni meteo. E lo stesso vale per regolari misure pluviometriche e barometriche che, a partire dalla metà del 1600, vengono effettuate dai primi fisici dell’atmosfera, come Castelli, Boyle, Huygens, Hooke e altri. 

Ancora, nel 1700, le strumentazioni classiche, ossia termometri, barometri, pluviometri ed anemometri vengono utilizzate non più solo per misure puntuali, ma per misure continue nel tempo, a determinati orari, che venivano effettuate nei nascenti Osservatori Meteorologici.

Nel 1725, ad esempio, il fisico Giovanni Poleni da inizio ad una serie di registrazioni sistematiche delle condizioni meteo che venivano registrate nell’Osservatorio di Padova e che sono andate avanti fino agli inizi del 1900 fornendo informazioni fondamentali sulle dinamiche e sui cambiamenti climatici di questi due secoli.

Ieri e oggi: come sono cambiati gli strumenti antichi

Le previsioni del tempo oggi sono considerata una vera e propria scienza che lavora ancora con gli stessi strumenti di tre-quattro secoli fa: termometro, pluviometro, igrometro, barometro ed anemometro.

Questi strumenti, nella loro semplicità, rappresentano infatti il modo più preciso per effettuare misurazioni corrette delle caratteristiche dell’aria e dell’atmosfera. Naturalmente, oggi la strumentazione è più accurata, precisa e complessa, spesso computerizzata ed automatica.

Tuttavia, nella maggior parte delle stazioni meteo, i parametri che vengono misurati per una buona previsione meteo sono proprio gli stessi che si misuravano con gli antichi strumenti.

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